I documenti necessari al termine dei lavori

Per chiudere il cantiere in modo formale e ottenere l’agibilità dell’immobile è necessario fare una serie di documenti, che in parte sono comuni in tutta Italia ma in alcune Regioni potrebbero essere richiesti documenti diversi quindi conviene sempre informarsi presso il Comune di pertinenza. Ecco i documenti necessari:

1. Certificato di conformità degli impianti. Ogni impianto installato in casa (luce, gas e acqua) dovrà essere dotato di relativo certificato di conformità, rilasciato dal tecnico che ha eseguito l’installazione.

  • impianti elettrici;
  • impianti di protezione dalle scariche atmosferiche;
  • impianti di automazione di porte e cancelli;
  • impianti radiotelevisivi;
  • impianti di riscaldamento, condizionamento e climatizzazione;
  • impianti idro – sanitari;
  • impianti gas;
  • impianti di protezione antincendio.

La “richiesta” ed il “rilascio” delle dichiarazioni di conformità sono un diritto per ogni individuo che ha ristrutturato la propria unità immobiliare, quando le opere sono risultate attinenti anche ad interventi sugli impianti tecnologici, siano essi esistenti con modifiche ed integrazioni, siano essi di nuova realizzazione.

E’ l’unico mezzo che certifica che l’intervento di realizzazione e/o modifica degli impianti è stato eseguito a regola d’arte ossia secondo la completa conformità alle legislazioni vigenti.

Subito dopo il termine dei lavori, si ricorda che il proprietario dell’unità immobiliare, oggetto dei lavori inerenti gli impianti per il quale sono state rilasciate le dichiarazioni di conformità è responsabile del mantenimento dell’efficienza degli stessi, mentre l’esecutore rimane responsabile della sicurezza e funzionalità di questi ultimi

2. La variazione catastale. Questo documento è necessario nel caso in cui la ristrutturazione abbia modificato la planimetria del catasto e di conseguenza il valore catastale della casa: per esempio in caso di ampliamento dell’immobile.

Con la cosiddetta “variazione catastale” si comunica al Catasto delle variazioni avvenute nello stato di un immobile dopo aver effettuato determinati lavori; quindi serve per informare gli uffici dell’Agenzia del Territorio (Catasto) di una determinata modifica, ad esempio in caso di un ampliamento, di un frazionamento, o di una ridistribuzione degli spazi e dei locali.

La variazione catastale è richiesta anche in caso di regolarizzazioni e sanatorie prima di un rogito.

I casi più frequenti in cui bisogna procedere con la rettifica della planimetria sono:

  • Per ottenere la conformità catastale prima di un rogito grazie alla presentazione di pratiche in sanatoria (come accertamento di conformità o CILA)
  • Modifica della distribuzione di un appartamento dovuta ad una tipica ristrutturazione con spostamento di tramezzi. Ad esempio per la realizzazione di un nuovo bagno, l’eliminazione del corridoio, lo spostamento della cucina.
  • Frazionamento o fusione di unità immobiliari. Scorporo di cantine e soffitte
  • Cambio di destinazione d’uso. Ad esempio trasformazione di negozio in abitazione, box in cantina, soggiorno in cucina, posto auto in box, etc.
  • Ampliamento per piano casa.
  • Creazione di nuove superfici come solai, soppalchi, terrazzi praticabili.

 

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