Questo progetto riguarda la ristrutturazione completa di un appartamento residenziale nel quartiere Trieste, uno dei quadranti più consolidati della Roma borghese, caratterizzato da edifici d’epoca e metrature generose distribuite su più ambienti.
L’intervento ha interessato l’intera unità abitativa: soggiorno, cucina, due camere, corridoio e due bagni completi, con una trasformazione radicale della distribuzione interna e di tutti gli impianti.
Un cantiere coordinato dalla A alla Z
Questo progetto è un esempio del metodo con cui Appalti Integrati gestisce le Ristrutturazione appartamenti Roma: un unico referente, tutte le lavorazioni coordinate in sequenza, nessuna sovrapposizione tra le fasi. Dalla bonifica degli impianti esistenti alla consegna delle chiavi, ogni passaggio è pianificato per evitare rilavorazioni e rispettare i tempi concordati.
La riorganizzazione degli spazi
Il punto di partenza del progetto è stata una ridefinizione della planimetria. Alcune tramezzature esistenti sono state demolite per riconfigurare il layout interno secondo le esigenze del cliente, e al loro posto sono stati realizzati nuovi tramezzi che ridisegnano i confini tra gli ambienti. Questo tipo di intervento — demolire e ricostruire in modo mirato — è quello che permette di trasformare davvero un appartamento, non solo di rinnovarne le finiture.
In corridoio è stata rimossa una tenda a copertura del vano finestra prospiciente il corpo scala, restituendo luce naturale a un ambiente che spesso nei appartamenti di questo tipo risulta penalizzato. Sempre in corridoio, i raccordi in cartongesso all’incontro con il soggiorno sono stati demoliti per riportare le murature a spigolo vivo: un dettaglio apparentemente minore, ma che cambia la percezione dello spazio e la pulizia visiva degli ambienti.
I controsoffitti e la luce indiretta
In soggiorno, camere e corridoio sono stati realizzati plafoni sospesi in cartongesso con gola luminosa perimetrale. La veletta perimetrale crea l’alloggiamento per le strisce LED, che producono una luce indiretta diffusa verso il soffitto — una soluzione che valorizza l’altezza degli ambienti tipica degli appartamenti del quartiere Trieste e conferisce agli interni un aspetto curato senza essere ridondante.
All’intradosso dei plafoni è stato posato un isolante termico in lana di roccia, che migliora le prestazioni acustiche dei solai e riduce la dispersione termica verso i piani superiori.
Nei bagni e nella cucina i controsoffitti sono stati realizzati con lastre idrorepellenti, più adatte agli ambienti con presenza di vapore.
Pavimenti
I pavimenti in piastrelle di gres esistenti nei bagni sono stati demoliti insieme al relativo sottofondo, per ripartire da un piano di posa idoneo. Nei bagni è stato posato nuovo gres grande formato, in continuità con i rivestimenti a parete.
Nelle camere, corridoio e soggiorno il pavimento originale in graniglia — una caratteristica ricorrente negli appartamenti romani di questo periodo costruttivo — è stato mantenuto come base di posa. Dopo arrotatura per garantire il grip necessario al collante, è stato posato un nuovo pavimento in doghe di parquet prefinito in rovere, con posa a tolda. La scelta del rovere posato a tolda — doghe parallele e allineate — richiama un’estetica ordinata e contemporanea, ben abbinabile agli interni a luce indiretta.
Il vecchio zoccolino è stato rimosso su tutto il perimetro e sostituito con un nuovo battiscopa in MDF laccato bianco, in continuità tra tutti gli ambienti.
I due bagni: rifacimento completo
Entrambi i bagni sono stati portati a grezzo e completamente rifatti. Il bagno della camera 2 presentava un rialzo in muratura esistente che è stato demolito per riportare il piano di calpestio in quota con il resto dell’appartamento — una lavorazione impegnativa ma necessaria per uniformare i livelli e consentire la posa del nuovo pavimento in continuità con gli ambienti adiacenti.
In entrambi i locali sono stati rimossi tutti i sanitari, le rubinetterie, i box doccia e le cassette, ed è stata smantellata l’impiantistica esistente. Il rifacimento completo ha riguardato la realizzazione del nuovo impianto idrico con reti di adduzione e distribuzione dell’acqua calda e fredda, scarichi in PVC, cassette a incasso tipo Geberit e gruppi doccia a incasso. I nuovi sanitari sono stati montati a fine cantiere, dopo la posa dei rivestimenti.
Le pareti dei bagni sono state rivestite in gres grande formato fino a 240 cm di altezza — una scelta che elimina le fughe orizzontali a metà parete, semplifica la pulizia e conferisce un aspetto più contemporaneo. I pavimenti sono stati realizzati anch’essi in gres grande formato. Dove il disegno delle lastre richiedeva una rifinitura a taglio netto sugli spigoli, è stato realizzato un profilo “jolly” per garantire un bordo pulito e duraturo.
Il bagno della camera 2 era servito in precedenza da un sistema Sanitrit, smontato e smantellato nell’ambito dell’intervento di bonifica, sostituito da una soluzione impiantistica convenzionale.
Variante: terrazzo
In fase avanzata di cantiere è stata affidata anche la sistemazione del terrazzo condominiale pertinenziale all’appartamento. I lavori hanno compreso la posa di impermeabilizzante di tipo Mapelastic con risvolto perimetrale, la battitura dell’intonaco esterno con rimozione delle parti ammalorate e ripresa con rete portaintonaco, la tinteggiatura con pittura al quarzo, la spazzolatura e il trattamento antiruggine della ringhiera e la fornitura e posa di una nuova soglia in marmo per l’accesso al terrazzo.
L’intervento più impegnativo sul terrazzo è stato la cerchiatura strutturale per l’allargamento della porta-finestra di accesso. Come si vede nella foto di cantiere, è stato realizzato un sistema perimetrale in doppia struttura in acciaio — profili metallici posati su tutti e quattro i lati dell’apertura, ancorati alla muratura con tirafondi. Questa cerchiatura ha consentito di demolire la muratura esistente e allargare il vano in sicurezza, trasferendo i carichi alla struttura metallica prima ancora di rimuovere il materiale. A demolizione completata, la muratura perimetrale è stata ripresa e la guaina bituminosa ripristinata nei punti interessati dall’intervento. Il risultato è un’apertura significativamente più ampia verso il terrazzo, che migliora sia la luminosità dell’ambiente interno sia il collegamento visivo e fisico con lo spazio esterno. È stato inoltre predisposto l’impianto elettrico per segnapasso sul parapetto e per due applique a parete.
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