Cosa è stato realizzato

Questo progetto riguarda la ristrutturazione appartamento di 95 metri quadri in zona Portuense, uno dei quartieri più vivaci del quadrante ovest, caratterizzato da edifici degli anni Sessanta e Settanta con tagli generosi e distribuzioni interne che riflettono il modo di abitare di quell’epoca. L’appartamento è stato consegnato al cantiere in condizioni di conservazione ordinaria, impianti datati, pavimenti non uniformi, distribuzione degli spazi rigida e restituito al committente completamente trasformato, con nuovi impianti, nuovi pavimenti, nuova distribuzione interna e un sistema di illuminazione integrato nei controsoffitti che ridisegna la percezione degli ambienti. L’intervento è stato autorizzato con CILA edilizia, seguito da direzione lavori e completato con accatastamento finale. Una variante successiva, commissionata in corso d’opera, ha integrato tre elementi che hanno migliorato significativamente il risultato: il controsoffitto con gola luminosa nel salone, la revisione del soppalco in cucina e la parete tecnica per la doccia nel secondo bagno.

La bonifica: demolire per ripartire da zero

Il primo atto di ogni ristrutturazione seria è la bonifica. Prima di posare un pavimento nuovo o tracciare un impianto elettrico, occorre portare l’appartamento alla sua struttura essenziale, rimuovere tutto ciò che è datato o incompatibile con il progetto e preparare le superfici per ricevere i nuovi interventi.

In questo appartamento la bonifica ha riguardato l’intera superficie di 95 metri quadri. I massetti esistenti sono stati demoliti su tutto il piano di calpestio: una lavorazione impegnativa che ha prodotto volumi consistenti di materiale di risulta, tutto smaltito con autocarro presso impianti autorizzati con relativo formulario di identificazione del rifiuto. La demolizione del massetto ha permesso di ripartire da un piano di posa pulito, con quote uniformi su tutta la superficie, condizione indispensabile per la corretta posa del gres grande formato scelto per i pavimenti.

Contestualmente sono stati rimossi il parquet esistente nella camera da letto, il battiscopa perimetrale su tutto l’appartamento, i rivestimenti in piastrelle di bagni e cucina con le relative malte di allettamento, e le dieci porte interne esistenti. La rimozione delle porte ha preceduto l’esecuzione delle tracce nella muratura per i nuovi impianti, un dettaglio operativo non banale: tracciare prima e smontare le porte dopo avrebbe esposto i montanti a danni durante le lavorazioni murarie.

La demolizione delle tramezzature ha riguardato in modo mirato la parete divisoria tra salone e disimpegno e la parete parziale tra salone e cucina. Queste due demolizioni, apparentemente circoscritte, hanno prodotto un effetto spaziale significativo: il salone, il disimpegno e la cucina sono stati messi in comunicazione visiva e fisica, aprendo la zona giorno verso uno spazio continuo e luminoso che l’impostazione originale non consentiva.

I nuovi pavimenti: parquet su tutta la superficie

La scelta del pavimento è stata unitaria: parquet posato su tutta la superficie dell’appartamento, salone, corridoio, camere da letto e disimpegno, con battiscopa perimetrale in continuità. Il legno conferisce agli ambienti calore visivo e acustico che il gres non restituisce, e unifica la zona giorno e la zona notte sotto un unico linguaggio materico coerente.

Prima della posa, il nuovo massetto è stato realizzato su tutta la superficie di 95 metri quadri con spessore calibrato per raccordare le quote tra gli ambienti e garantire un piano di posa planare e uniforme. Nei bagni e in cucina, dove le demolizioni avevano generato dislivelli rispetto al resto dell’appartamento, l’autolivellante ha ripristinato la planarità necessaria alla posa. Nei locali umidi, bagni e cucina, il pavimento è in gres porcellanato in formato 60×60, scelta tecnica corretta per ambienti con presenza d’acqua, che crea un contrasto materico ben definito rispetto al legno della zona giorno.

Il cartongesso e la luce: soppalco, controsoffitti e libreria

Le lavorazioni in cartongesso hanno contribuito in modo sostanziale alla qualità finale degli ambienti.
Nel corridoio della zona notte è stato realizzato un soppalco strutturale che sfrutta l’altezza generosa dell’appartamento per ricavare uno spazio di deposito sopraelevato. L’intonaco di finitura del soppalco e la sistemazione del soppalco del ripostiglio cucina sono stati eseguiti con la variante in corso d’opera, completando la zona con finiture omogenee al resto dell’appartamento.

Il controsoffitto in aderenza è stato realizzato in bagni, cucina e ingresso, con lastre idrorepellenti negli ambienti umidi. Il risultato è una quota di intradosso uniforme che nasconde le tracce degli impianti e conferisce ai locali di servizio un aspetto ordinato.

L’intervento più caratterizzante, previsto dalla variante, è il controsoffitto del salone con gola luminosa perimetrale su 27 metri quadri. La veletta in cartongesso crea l’alloggiamento per le strisce LED che proiettano luce indiretta verso il soffitto: una soluzione che valorizza l’altezza del salone, elimina l’abbagliamento diretto e crea un’atmosfera radicalmente diversa rispetto all’illuminazione tradizionale a plafoniera. È la stessa tecnica impiegata nel progetto di Corso Trieste, dove i feedback del cliente hanno confermato che si tratta dell’elemento che più trasforma la percezione dello spazio.

Nell’ingresso è stata realizzata una libreria in cartongesso su misura, un elemento architettonico che trasforma uno spazio di transito in un luogo con identità propria, integrando contenitori e superficie espositiva senza ingombro di mobili aggiunti.

Gli infissi in PVC su tutta la facciata

La sostituzione degli infissi ha riguardato l’intera facciata dell’appartamento. I vecchi serramenti sono stati smontati e smaltiti e sostituiti con nuovi infissi in PVC bianco in massa, la scelta tecnica più corretta per garantire efficienza termica e acustica senza richiedere manutenzione periodica come i serramenti in legno.

A completare il sistema serramento, sono stati installati undici motori per avvolgibili sulle finestre principali, escluse le finestre di chiostrina, con relativa sostituzione di rulli e staffe dove necessario. I celini avvolgibili e i coperchi per cassoni sono stati forniti e posati in opera contestualmente. Il risultato è un sistema integrato di controllo della luce e della privacy con comando motorizzato, cablato nell’impianto elettrico tramite i punti saliscendi previsti nel computo.

Un progetto coordinato dalla CILA alla consegna

Come in ogni intervento seguito da Appalti Integrati, la gestione del cantiere è stata affidata a un unico referente operativo che ha coordinato tutte le lavorazioni in sequenza: demolizioni, impianti, opere edili, finiture e infissi senza sovrapposizioni tra le fasi. La CILA edilizia, la direzione lavori e l’accatastamento finale sono stati curati internamente, sollevando il committente da qualsiasi onere burocratico.

Il risultato è un appartamento di 95 metri quadri completamente trasformato: nuovi pavimenti, nuovi impianti, nuova distribuzione, nuovi infissi, illuminazione integrata nei controsoffitti. Un progetto che rispecchia il modo in cui affrontiamo ogni ristrutturazione, con metodo, sequenza precisa e un preventivo fisso concordato prima della firma del contratto.